Il digitale ha spinto la dematerializzazione dell’economia e con essa si afferma anche l’impronta invisibile. Miliardi di chat, e-mail, ricerche online, streaming di video hanno un costo ambientale. L’infrastruttura molto fisica di internet, del cloud, è fatta di cavi, data center, server che consumano energia ed emettono CO2.
Un recente studio dell’Università di Lancaster indaga sull’effettiva impronta ambientale del settore ICT concludendo che l’incidenza stimata di 1,8-2,8% del totale delle emissioni globali attribuibile al settore è sottostimata. Un valore più corretto si colloca, secondo i ricercatori, tra 2,1-3,9%, superando le emissioni di carbonio del trasporto aereo per antonomasia molto poco verde.
Senza contare che le nuove tendenze con i big data e l’IA, l’Internet delle cose, così come la blockchain e le criptovalute, spingono verso un’ulteriore crescita sostanziale delle emissioni di gas serra.
Calcolare l’impronta di carbonio dell’ICT disaccoppiandola dall’impatto di questo sull’economia e società, produce, tuttavia, un effetto distorsivo. Nulla dice sul contributo di emissioni risparmiate grazie alla digitalizzazione di ogni singolo angolo dell’economia. Secondo alcuni, le emissioni risparmiate con l’utilizzo del digitale sono dieci volte superiori a quelle generata dalla diffusione di queste tecnologie. Simile, anche se in scala molto ridotta, a quello che successe nella seconda metà degli anni 90 con la diffusione della telefonia mobile.
Ora che i riflettori dei media si sono accesi sull’impronta carbonica dell’ICT, le informazioni date in pasto all’opinione pubblica (“se internet fosse un paese sarebbe nella top ten degli inquinatori”) puntano più a sollecitare l’allarmismo collettivo che a fornire un quadro bilanciato del ruolo e responsabilità del digitale nella sostenibilità.
È quello che proveremo a fare incontrando Luis Nieves e Chris Tuppen rispettivamente CEO e Climate Change Lead at Global Enabling Sustainability Initiative, l’organizzazione di Bruxelles che rappresenta circa 40 tra le principali aziende ICT del mondo, 12 imprese globali e molteplici organizzazioni internazionali il cui slogan è #DigitalwithPurpose.
Modera l’incontro Patrizia Feletig.



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