Il biennio della pandemia ha evidenziato con maggiore forza quell’Italia negazionista, cospirazionista e fobica. Secondo il rapporto Censis, per circa 3 milioni di italiani (5,9%) il Covid non esiste, per il 10,9% il vaccino è inutile. Per il 31,4% il vaccino è un farmaco sperimentale e le persone che si vaccinano fanno da cavie, mentre per il 12,7% la scienza produce più danni che benefici.
Com’è possibile che la teoria del complotto abbia fatto tanta strada in fasce così ampie di popolazione e neppure solo tra quelli culturalmente non attrezzati? Lo strapotere dello Stato profondo, la dittatura sanitaria, l’ascendente di Big Pharma e la tecnologia che controlla le menti fino al più becero terrapiattismo sono qui per rimanere? Come siamo precipitati dal “mercato delle idee” al “mercato delle verità”?
È l’interrogativo che si pone Antonio Nicita nel suo ultimo saggio “Il mercato delle verità”. Ordinario di Politica Economica all’università Lumsa di Roma, e membro dl Regulatory Scrunity Board della Commissione Europea, Nicita è stato Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
In conversazione con Stefano Quintarelli, nella puntata del ciclo dei Dialoghi Copernicani si parlerà dell’invenzione dei “fatti alternativi”, di manipolazione, distorsione, polarizzazione, e soprattutto dell’incompatibilità tra disinformazione e democrazia. Quali nuove regole servono per conciliare libertà d’espressione e buon funzionamento della democrazia. Visto che la pervasività delle strategie di disinformazione genera un danno inevitabile, per i singoli individui e per la società democratica nel suo complesso, come reagire e come prevenire?
Appuntamento martedì 14 dicembre ore 21:00.
Le domande da rivolgere all’ospite possono essere caricate su slido.com, codice evento COPAntonio votate fino a due ore prima dell’evento.
Lo streaming dell’incontro è accessibile dalla nostra pagina Facebook, dal nostro profilo Twitter e canale YouTube
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Oltre 70 anni fa il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht scriveva “Ogni mattina per guadagnarmi il pane, vado al mercato dove si vendono bugie. E, pieno di speranza, mi faccio largo tra i venditori.”



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