La notizia, risalente allo scorso dicembre, che il reattore a fusione sperimentale JET ha prodotto per circa 5 secondi 59 megajoule di energia ha galvanizzato la comunità scientifica europea. È un importante risultato che conferma le teorie e le simulazioni numeriche e dimostra che siamo in grado di produrre e mantenere reazioni di fusione nucleare nelle condizioni previste dal reattore ITER in corso di finalizzazione in Francia. Con questo progetto di ricerca pubblica internazionale da 22 miliardi di dollari, si aumenta la superficie magnetica del tokamak rispetto a JET e i primi test sono previsti per il 2025.
Crescendo l’urgenza strategica di avere una fonte di energia pulita, abbondante e continua, si moltiplicano gli sforzi e anche gli investimenti privati per realizzare il salto tecnologico decisivo nella fusione termonucleare. Uno di questi si sta realizzando nel centro ricerche Enea di Frascati con il polo scientifico-tecnologico DTT Divertor Tokamak Test.
Ne parliamo con Piero Martin, accademico, ricercatore nel settore della fusione termonucleare e Chief Physicist di DTT e Federico Testa, accademico ed ex-presidente ENEA sotto la cui presidenza è stato avviato il programma. L’appuntamento intitolato E la fusione nucleare? DTT il progetto italiano è fissato per lunedì 6 giugno ore 21:00 e sarà moderato da Andrea Poggio. Con la fusione termonucleare si conclude la trilogia sull’energia nucleare tra tecnologie in commercio, in fase di lancio e quelle a venire.
Le domande da rivolgere agli ospiti possono essere caricate su slido.com, codice evento COPFus e votate fino a due ore prima dell’evento.



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