Chi è il Presidente della Repubblica più coesivo? Con il Giudizio Maggioritario ne avremmo già uno. E godrebbe del consenso più largo nel paese.

Votarne uno solo? E perché non ipotizzare di esprimere tanti gradimenti su una rosa ampia di candidati? È la tecnica del giudizio maggioritario.

Non vince necessariamente chi riceve il voto migliore da un gruppo limitato, ma chi riceve più giudizi positivi da un gruppo esteso.

Potendo indicare il livello di gradimento di tutti i candidati, si può determinare il candidato con il gradimento maggiore e più diffuso invece di qualcuno gradito alla maggioranza ma inviso alle altre persone. Si può individuare, cioè, la figura più coesiva.

Copernicani ha stabilito una collaborazione con il Dipartimento di Tecnologie dell’Informazione dell’Università Federico II, finalizzata alla implementazione e applicazione di sistemi decisionali assistiti da computer che rientrano nel campo di ricerca dell’Intelligenza Artificiale denominata “Computational Social Choice”.

In questo ambito, grazie ad una collaborazione con la società di ricerca SWG, si è effettuata una sperimentazione sulla scelta del presidente della Repubblica basata sulla tecnica Majority Judgement, Giudizio Maggioritario, che consente di calcolare nel contempo l’intensità e l’ampiezza del gradimento dei vari candidati.

Tutti i classici metodi di voto si basano su un sistemo di punteggio, in vari modi: si contano i voti, oppure si sommano i punteggi che alla fine comunque comportano una certa dose di ambiguità (per qualcuno 7 è molto, per un altro è poco). Il Giudizio Maggioritario rompe questo schema: ricorrendo a parole (eccellente, molto buono, buono, passabile, scadente…) e non numeri, usando la mediana anziché le somme o medie.

L’algoritmo del Giudizio Maggioritario fornisce una classifica dei candidati, ordinandoli da quello con gradimento maggiore e più diffuso a quello con gradimento minore e meno diffuso. Quello con gradimento maggiore e più diffuso risulta l’opzione di compromesso maggiormente coesiva.

Ecco i risultati della votazione sperimentale del PdR:

fonte: SWG (https://www.swg.it/)

Il voto così sarebbe meno controllabile, ma rifletterebbe un consenso più ampio.

Ora che la maggioranza si raggiunge con un minimo di voti, il consenso degli elettori si ottiene promuovendo profili di candidati più inclusivi, ciò è possibile con la tecnica del Giudizio Maggioritario, strumento in grado di far fare un salto in avanti alla democrazia. Più coesiva con il contributo del digitale. Collaborativa per metodo matematico, virtuosa perché conviene. Alla maggioranza dei moderati, non agli estremisti.

Un libro per chi fosse interessato ad approfondire:

La matematica in soccorso della democrazia: cosa significa votare e come si può migliorare il voto, Paolo Serafini, 2019


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