Votiamo le persone per ragioni sbagliate. Per giunta il processo elettivo è generatore di conflitti più che dare una rappresentazione fedele della preferenza collettiva a partire dalle preferenze individuali. Ma come misurarle se ci è concesso di scegliere un candidato e basta, e mai di esprimere un ordine di gradimento su tutti i candidati per far emergere la persona che concentra un apprezzamento superiore dal maggior numero di votanti.
In verità questa possibilità esiste. E’ la soluzione concepita dal matematico Michel Balinski: il Majority Judgment, metodo nato nel 2007, elaborato assieme a Rida Laraki e reso famoso dalla recensione di MIT Press che lo definì come “una nuova teoria e un nuovo metodo di voto, giudizio e classificazione, che si è dimostrato superiore a tutti gli altri metodi conosciuti”.
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Non si stratta di un sistema elettorale o di una diversa legge elettorale, ma di una procedura di voto. Una modalità di scrutinio che prevede la preferenza “tradizionale” ma chiede all’elettore di esprimerla in un giudizio di valore per ciascun candidato in lizza, di modo che, sfruttando il supporto delle tecnologie per effettuare in tempo istantaneo lo spoglio, si stabilisce un vincitore sulla base del complesso di preferenze espresse da tutti i votanti. Si va a individuare dove si colloca il maggior consenso possibile. Giudizio Maggioritario, appunto, basato su un giudizio espresso con parole, con criteri di spoglio che favoriscono il candidato sul quale si riscontra il consenso più ampio. Essendo questi giudizi non numerici non si estrae la media e tecnicamente si applica una procedura iterativa che fa emergere il candidato con il più alto grado maggioritario. Può essere applicato per l’elezione di un candidato in una qualsiasi organizzazione (sindacato, partito, circoli e organi istituzionale), così come si può ricorrere al giudizio maggioritario per una qualsiasi opzione da selezionare: destinazione di vacanze, scaletta di un festival, etc. Risponde alla domanda: cosa è complessivamente preferibile, questo candidato, questo posto, questo programma?
A ciascun candidato/opzione viene attribuita una menzione da una scala di valori espressi in maniera univoca, che va da: ottimo, buono, passabile, insufficiente, scarso pessimo. Ai quali si aggiunge il giudizio “non so”. Escluso quest’ultimo, i candidati/opzioni sono ordinati secondo una gerarchia decrescente in base al grado maggioritario (una sorta di giudizio mediano) che è il criterio di selezione. Si attribuisce la vittoria al candidato/opzione che ha su cui si è concentrata la maggiore percentuale di coloro che hanno dato un giudizio migliore di quello mediano. Sono esclusi tutti gli altri candidati risultati con mediana inferiore. Nel caso di due candidati, entrambi con grado maggioritario “Buono”, per lo spareggio si levano uno dopo l’altro, a due a due, i voti delle persone che hanno votato Buono per il candidato A e per il candidato B. Questa progressiva sottrazione provoca instabilità e conseguentemente la mediana di ciascuno si sposta in alto o in basso riflettendo la percentuale maggiore di elettori che hanno dato un giudizio strettamente migliore per A e per B.
Un buon metodo non solo deve dare un quadro fedele della preferenza collettiva ma anche non essere facilmente manipolabile, impermeabile quanto a eventuali alle cordate, blindato contro manovre clientelari. Per questo l’associazione Copernicani ha sviluppato il metodo Spritz che combina la tipologia del Giudizio Maggioritario con il sorteggio ed una procedura di selezione delle candidature che assicura qualità e non manipolabilità delle liste. Il tutto disponibile con software open source nel nostro account github.



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