L’onda dei successi economici del dopoguerra, alimentati prima dal piano Marshall prima e poi dal boom demografico (derivante dalle politiche degli anni 30), ha fatto perdere di vista la sostenibilità nel tempo.

A partire dagli anni sessanta sono state attuate politiche di spesa su prospettive di una crescita economica con una dinamica insostenibile e non giustificata dai reali dati demografici. L’italia per decenni è vissuta oltre le proprie possibilità.

La politica, contaminata dal confronto fra gli stati dell’orbita sovietica e l’occidente fino al 1989, ha agito lasciando un conto salato alle generazioni future, alle quali ora viene richiesta una disciplina finanziaria che le precedenti non hanno avuto.

Le attuali generazioni sono anche numericamente assai inferiori, a causa dell’assenza di investimenti a favore del futuro, a partire da politiche di supporto alla famiglia fino ad investimenti per sostenere opportunità e realizzazione per i giovani.

E’ necessario un percorso di riequilibrio che, riducendo la spesa pubblica ed il debito accumulato, intervenga laddove possibile nel breve periodo, cerchi di mitigare gli effetti nel medio e, soprattutto, assicuri che questo grave errore non si ripeta nel futuro.