La società in cui viviamo è sempre più interconnessa, ad oggi nel mondo si possono contare più di 7,5 miliardi di SIM (Wired, 2017). Non solo, secondo le analisi di Gartner (2015) sono più di 5 miliardi i dispositivi connessi ad Internet (Smartwatch, sensori, televisori, condizionatori, frigoriferi, etc.) e la crescita annua si aggira sul 25%, per non parlare poi del cognitive computing e  dell’industria 4.0 e dell’Internet of Things (IoT) che aumenterà le interazioni: uomo-macchina, macchina-uomo e macchina-macchina. Il tutto operando su scala globale.

Da questa “evoluzione” o meglio “rivoluzione” nascono le sfide/opportunità del prossimo futuro, in cui le informazioni sono il petrolio del XXI secolo.

Già oggi si possono vedere i primi risultati, con l’intelligenza artificiale, i big data, la robotica, i social media, etc. sono nati dei nuovi lavori (data scientist, data analyst, speech scientist, user experience designer, , …),

Tutto ciò apre un confronto ed una riflessione, poiché si dovranno affrontare molte sfide, quali: la gestione della privacy, la titolarità dei dati, la responsabilità degli intermediari, la sicurezza materiale e immateriale (cyber security), la creazione di nuove normative/leggi, la creazione di nuovi modelli di business e non da ultimo il ripensamento del modello di redistribuzione della ricchezza.

Una trasformazione radicale che cela incognite, determina problemi di adattamento e conversione e grandi opportunità su scala planetaria.