L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea assieme a Germania Ovest, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo.

Scopo principale del secondo dopoguerra era quello di garantire la pace tra i Paesi Europei, mettendo in comune le risorse allora preziose: il carbone e l’acciaio. Da allora sono passati oltre 25 anni e la velocità con la quale le moderne tecnologie evolvono, hanno in parte reso obsoleto tale accordo, specialmente dal punto di vista degli equilibri politici tra le potenze economiche mondiali, non più solo europee.

Si impone quindi un ripensamento di lungo periodo, di tipo strategico, sulle nuove e ulteriori necessità dell’Unione.

Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, sono cambiati sia gli equilibri interni all’Unione sia il modo di rapportarsi dell’UE verso gli USA. In aggiunta, il recente allontanamento della Turchia dall’UE ha mutato i delicati equilibri tra Europa e mondo islamico

L’Italia, Paese fondatore dell’Unione Europea, deve avere l’ambizione di proporsi quale leader della nuova fase di integrazione dell’Unione: fare dell’Europa un player unitario non solo a livello internazionale ma anche intercontinentale, nel rispetto della sovranità dei singoli Stati che ad essa hanno aderito.