L’innovazione tecnologica offre sempre strumenti più sofisticati per l’analisi e l’identificazione degli individui tramite software e crescente abilità delle macchine di decodificare le immagini.

Il potere del Riconoscimento Facciale, in uso in diversi paesi, rappresenta molte insidie e usi distorti in una cornice di opacità e assenza di normativa sulla privacy di tale tecnologia.

Con una provocazione artistica di forte impatto, Paolo Cirio si è proposto di lanciare una campagna per vietare il Riconoscimento Facciale in tutta Europa in collaborazione con le organizzazioni per la privacy e i responsabili politici.

Capture è il nome del progetto e consiste in un database online dei volti di migliaia di agenti di polizia francesi raccolti durante i le manifestazioni di questo ultimi anni che sono stati identificati mediante un software Riconoscimento Facciale. Inoltre, Cirio ha stampato le foto ritratti degli ufficiali e li ha affissi in tutta Parigi come manifesti di street art. Una gogna mediatica per dimostrare come il potere tecnologico sia eccessivamente pericoloso per la società e persino per la polizia. Ritorcendosi contro coloro che fanno uso dello strumento con finalità di ordine pubblico.

A discuterne con l’artista- attivista, anche due Copernicani profondamente impegnati nel campo della tutela della privacy e delle libertà personali: l’avvocato Carlo Piana e l’imprenditore tecnologo e presidente del Centro Hermes, Fabio Pietrosanti.

Le domande si possono caricare e votare su slido.com sotto il codice evento COPRiconoscimento.

 

Martedì 20 ottobre ore 21:00 – Riconoscimento facciale usato dalle forze dell’ordine, strumento o arma?