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Nelle ultime settimane l’emergenza sanitaria, dovuta al diffondersi del cosiddetto CORONA Virus ha spaventato l’opinione pubblica, italiana e internazionale.

Pertanto l’Associazione Copernicani, con la supervisione scientifica dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida diretto da Ilaria Capua e dell’INMI “Lazzaro Spallanzani” di Roma, ha deciso di raccogliere e pubblicare le più importanti notizie in risposta alle domande più frequenti della popolazione.

Obiettivo di questo documento è fornire, in modo sintetico e con un linguaggio chiaro, alcune informazioni verificate e alcuni numeri, utili ad orientarsi in questi giorni caratterizzati da panico e confusione informativa.

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COSA È IL CORONA VIRUS

Lo scorso 31 dicembre 2019 le autorità sanitarie cinesi hanno reso nota la presenza di un focolaio di sindrome febbrile, associata a polmonite di origine sconosciuta, tra gli abitanti di Wuhan, città di circa 11 milioni di abitanti situata nella provincia di Hubei, nella Cina Centro-meridionale.

L’agente patogeno responsabile dell’infezione è nuovo betacoronavirus, a cui è stato dato il nome di SARS-CoV-2, ad indicare la similarità con il virus della SARS, che nel 2002-2003 causò un’epidemia globale. La malattia causata da questo nuovo virus è stata denominata COVID-19.

I coronavirus sono una famiglia di virus che causa infezioni negli esseri umani e in una varietà di animali, tra cui uccelli e mammiferi come cammelli, gatti e pipistrelli. Si tratta di virus molto diffusi in natura, che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

QUANTO SONO GRAVI LE INFEZIONI CAUSATE DA SARS-CoV-2

Il Coronavirus, può causare sintomi lievi, simil-influenzali, ma anche malattie gravi come la polmonite. Le persone con condizioni croniche preesistenti, come ipertensione e altri disturbi cardiovascolari, diabete, disturbi epatici e malattie respiratorie, sembrano essere più a rischio.
I sintomi sono tipicamente respiratori: febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, grave affaticamento polmonare.

Al momento non ci sono terapie specifiche: la malattia si cura come i casi di influenza grave, con terapie di supporto (antifebbrili, idratazione), ma contrariamente all’influenza non sono disponibili antivirali specifici. Nei casi più gravi ai pazienti viene praticato il supporto meccanico alla respirazione. Sono al momento in fase di svolgimento trials clinici su determinati antivirali usati in precedenza per combattere HIV ed Ebola, ed adesso in fase di sperimentazione per Covid-19.

Non esiste al momento un vaccino. Durante il meeting della ricerca svoltosi il 10 e 11 febbraio a Ginevra, il direttore generale del WHO ha dichiarato che il primo vaccino potrebbe essere pronto tra diciotto mesi.

COME SI RILEVA

La presenza del SARS-CoV-2 viene rilevata nel modo seguente:

  1. Viene eseguito un tampone faringeo, che consiste nel raccogliere un campione di muco e saliva dalla faringe attraverso un bastoncino cotonato
  2. Il tampone viene mandato al laboratorio specializzato individuato dalla Regione. Qui il campione viene analizzato per cercare eventuali porzioni di codice genetico del coronavirus; le analisi eseguite consentono di rilevare la presenza di quantità anche minime di virus, cioè di rilevare la presenza del virus anche in pazienti contagiati dal virus in forma lieve, dove il virus ha una debole carica virale.
  3. Se positivo, le analisi vengono inviate all’Istituto Superiore di Sanità per un’ulteriore controanalisi. Ad oggi, le controanalisi eseguite dall’ISS hanno nella quasi totalità dei casi confermato la positività dei casi.

Le linee guida dell’WHO per la rilevazione del virus sono le seguenti:

  • Il paziente deve essere sintomatico, cioè deve avere tosse, febbre, difficoltà a respirare, congiuntivite (in generale, i comuni sintomi di un’influenza).
  • Il paziente deve essere stato a contatto con un malato di COVID-19 o deve essere stato in zone a rischio di contagio.
  • È necessario sottolineare che quelle dell’WHO sono solo linee guida. Ogni stato – e nel nostro caso anche ogni regione – si è regolata in autonomia: nell’ultima settimana, ad esempio, in Italia si è deciso di eseguire le analisi anche su persone asintomatiche e in alcuni casi anche post-mortem: questa decisione ha consentito di rilevare un alto numero di contagiati, ma anche reso le nostre statistiche sul numero dei contagiati non comparabili con quelli di paesi che hanno seguito scrupolosamente le indicazioni dell’WHO e anche con quelli di paesi, che, anche per mancanza di una struttura sanitaria, non sono in grado di seguire queste linee guida.

ALCUNE OSSERVAZIONI PRELIMINARI SUI NUMERI DELLA EPIDEMIA

Ad oggi mancano sufficienti dati per poter eseguire un’analisi statistica completa ed esaustiva sugli effetti di questo agente patogeno. Soltanto con l’evolversi dell’epidemia sarà possibile raccogliere dati più dettagliati e condurre un’analisi epidemiologica accurata. In particolare, è necessario avere un’indicazione rigorosa sul tasso di trasmissione del virus, oggi solo stimata tra uno e cinque ; occorre avere un valore più accurato sul periodo di incubazione, che oggi si colloca tra 1 e 14 giorni e, infine, anche sulla mortalità abbiamo valori discordanti, tra lo 0,9 e il 3%. In mancanza di dati più puntuali non è possibile modellizzare la diffusione e l’impatto della malattia.

Nel momento in cui scriviamo, ogni analisi numerica che viene diffusa riguarda persone sintomatiche, e, sebbene importantissima per studiare la diffusione dell’epidemia, è parziale al rischio di essere fuorviante. Difatti, da fonti di determinati studi condotti su dati cinesi, si dimostra verosimile che 2/3 dei casi Covid-19 possano essere asintomatici.
Vanno così lette le cifre che forniamo di seguito, e le comparazioni fornite dal sito Worldometer, che riguardano paesi colpiti in momenti diversi e caratterizzati da reazioni e misurazioni non perfettamente comparabili.

I NUMERI DELLA EPIDEMIA (aggiornati al 2 marzo)

I primi studi, condotti dalle autorità sanitarie cinesi, hanno evidenziato i seguenti dati:

  • L’86,6% dei casi riguardava persone di età compresa tra i 30 e i 79 anni;
  • L’80,9% dei casi presentava sintomi lievi;
  • Il 14% dei casi era in condizioni serie, con polmonite o difficoltà respiratorie;
  • Il 5% dei casi era in condizioni critiche, con insufficienza respiratoria, shock settico, insufficienza multiorgano.
  • Il tasso di letalità complessivo è di circa il 2%. Tale percentuale cresce per gli ammalati anziani, in particolare per le persone di età superiore agli 80 anni, e quando c’è la presenza di malattie concomitanti (malattie cardiovascolari, malattie respiratorie cronice, ipertensione, malati di cancro).
    In molti casi, la presenza del virus è tuttavia asintomatica, non comporta patologie rilevabili ed i contagiati guariscono senza la necessità di dovere sottoporsi a particolari cure. Gran parte di questi casi non viene rilevata dalle autorità sanitarie, perché non è necessario eseguire esami clinici.

DOVE SEGUIRE GLI AGGIORNAMENTI DELLA SITUAZIONE MONDIALE


Non chiederti: “perché non c’è qualcuno che stia facendo questa cosa”. Tu sei qualcuno.
(motto e spirito dell’associazione Copernicani)


Immagine in evidenza: https://it.wikipedia.org/wiki/File:3D_medical_animation_corona_virus.jpg

 

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CORONA VIRUS: INFORMAZIONI UTILI E VERIFICATE

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