L’Associazione Copernicani sostiene il voto contrario alla normativa europea per il Copyright e ritiene essenziale emendare il testo, formulando proposte puntuali di modifica.

 

Intervenire legislativamente sulle modalità di enforcement del copyright online è una questione delicata: è necessario tutelare un altro bene, fondamentale in una democrazia, quale la libertà di espressione

 

Come Copernicani riconosciamo che un punto di equilibrio tra questi due beni (diritto d’autore e libertà d’espressione) sia difficile da individuare ma riteniamo che non si possa intervenire sull’uno a scapito dell’altro. Noi facciamo della promozione della concorrenza e nuova imprenditorialità un assunto di base, riteniamo che solo grandissimi operatori multinazionali, perlopiù extracomunitari, sarebbero in condizione di rendere operativi i sistemi previsti dalla direttiva in esame nella forma attuale. L’applicazione della direttiva così come pensata, porterebbe da un lato ad avere operatori che si avvantaggerebbero in modo significativo dal derivante effetto limitativo della concorrenza, e dall’altro lato  startup e piccole e medie imprese europee fortemente penalizzate.
Riteniamo che le attuali previsioni nella proposta di direttiva europea in materia di tutela del Copyright appaiono in contrasto con il dettato Costituzionale: il sequestro preventivo dei contenuti caricati su piattaforme online costituisce una forma di censura che verrebbe esercitata tramite strumenti automatici di proprietà della piattaforma e non su atto motivato dell’autorità giudiziaria o in violazione di norme di legge che prescrivono l’indicazione dei responsabili.
E’ un fatto scientificamente acclarato che non può esistere un sistema perfetto in grado di effettuare automaticamente un valutazione certa della liceità o meno di un contenuto, anche in ragione delle libere utilizzazioni previste dalla legge.
Per questo motivo è necessario che la valutazione di liceità non sia effettuata da un soggetto privato avente parte in causa (la piattaforma) ma sia disposta solo in conformità ai richiamati principi costituzionali.

 

Noi Copernicani siamo fermamente convinti che l’introduzione di necessarie garanzie e regolamentazioni non possa prescindere dalla crescente competizione tra sistemi economici territoriali nell’industria dell’innovazione, e che l’Unione Europea debba operare per incrementare la propria efficacia nel favorire la nascita e la crescita di nuove imprese globali con DNA europeo. 
E’ altrettanto vero che, laddove esiste un problema, si può contemporaneamente ravvisare un’opportunità che produca economia: si potrebbe pertanto prevedere un meccanismo di identificazione di concessionari europei opportunamente sottoposti a vincolanti requisiti di efficienza e sicurezza per offrire al mercato un meccanismo di “verifica as a service” tramite Application Programming Interfaces (API) disponibili per integrazione a startup e SMEs, potendo quindi utilizzare come servizio un sistema che non sarebbero in grado di acquistare o svilupparsi autonomamente. 
Alternativamente, si potrebbe richiedere ai colossi web operanti in Europa di concedere il licensing per uso della tecnologia che impiegano internamente, favorendo un meccanismo di redistribuzione di risorse rispetto alle dinamiche del “winner takes all” proprie dell’economia in rete.
Abbiamo sviluppato ulteriori proposte che potete leggere qui: Policy sulla Direttiva Copyright

 

Tali proposte sarebbero il solo modo, ad oggi, di implementare il ribilanciamento dei diritti perseguito dalla Riforma del Copyright senza alzare palizzate verso i soli nuovi operatori economici, ed anzi garantendo un terreno di gioco livellato per tutti gli operatori, senza frenando la concorrenza da parte di nuovi entranti.
Direttiva Copyright: la posizione di Copernicani
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