7 Tecnologia e sistemi di voto

Come articolato nella sezione precedente, la tecnologia può essere utile per superare i vincoli fisici imposti dalla materialità delle tecniche usate tradizionalmente ed aprire nuove possibilità di interazione nel processo.

Ricordiamo che un processo di voto si articola in diverse fasi, qui elencate in modo non esaustivo: preparazione, raccolta delle candidature, formazione delle liste, informazione agli elettori sulle opzioni alternative, apertura della votazione, espressione del voto, archiviazione delle scelte, controllo di validità dei voti, conteggi parziali, consolidamento dei conteggi parziali, pubblicazione e diffusione degli esiti, ricorso, verifica.

In tutte queste fasi la tecnologia può dare un suo contributo e non solamente nella fase solitamente oggetto di maggiore enfasi, quale quella della espressione del voto, sua registrazione e conteggio.

L’attività svolta dall’Associazione Copernicani è finalizzata a realizzare un sistema di software che interviene anche a supporto di tutte queste fasi.

La partecipazione ad una consultazione può avvenire in una sede fisica o da remoto. Per alcune delle attività sopra elencate la partecipazione remota non determina alcuna criticità ma anzi amplia le possibilità di partecipazione a persone che altrimenti potrebbero rimanere ai margini.

La partecipazione con strumenti materiali presenta delle caratteristiche intrinseche differenti rispetto alla partecipazione in modo immateriale, mediata da strumenti tecnologici. In primo luogo, la mediazione tecnologica, assente nella forma materiale, implica che la persona abbia una fiducia nel gestore dello strumento utilizzato. Questo vale tanto per il voto espresso mediante strumenti tecnologici espresso presso una sede fisica quando se espresso da remoto.

Per il voto espresso mediante strumenti tecnologici presso una sede fisica prestabilita, è necessario avere fiducia nel corretto funzionamento dell’hardware e del software in esecuzione sulle macchine. Le funzioni possono variare dall’espressione del voto, suo conteggio e sua stampa su supporto cartaceo per essere inserito in un’urna, alla scansione di schede compilate durante la fase di conteggio, alla espressione, registrazione e conteggio. La fiducia non deve essere solamente riposta nella specifica macchina che viene utilizzata ma anche su tutti i dispositivi connessi alla rete cui essa si connette e che potrebbero essere usati per intrudere ed alterare l’espressione di voto. In un’altra sezione specifica si riporteranno indicazioni circa casi noti di compromissione e determinazioni di varie corti di diversi livelli al riguardo.

Naturalmente quanto sopra attiene alle votazioni per le quali è richiesto un livello di sicurezza molto elevato e non, ad esempio, per votazioni in cui l’espressione di voto e’ accettabile con criteri differenti rispetto a quelli di una elezione politica o amministrativa. In molti consessi le votazioni avvengono per alzata di mano e con un conteggio a colpo d’occhio, salvo contestazioni.

Per quanto attiene le fasi di espressione, registrazione e conteggio dei voti agito da remoto, il requisito della fiducia si estende al dispositivo utilizzato dal singolo utente (tipicamente il suo smartphone) e a tutti i dispositivi presenti sulla porzione di rete attraversata (tipicamente Internet) oltre che sul server centrale di registrazione e consolidamento. Vale anche in questo caso la considerazione che una cosa è il parlamento, altra cosa una bocciofila.

E’ utile notare che determinate criticità legate alla forma immateriale del voto espresso sono intrinsecamente relative alle differenti proprietà base dei beni immateriali rispetto a quelli materiali: i beni materiali sono rivali ed escludibili mentre quelli immateriali non sono rivali e sono solo parzialmente escludibili, grazie all’intervento nel processo della figura di un arbitro. Un bene si dice rivale quando il suo godimento da parte di un soggetto esclude pari possibilità a terzi. Un oggetto fisico nella disponibilità di tizio non può essere contemporaneamente nella disponibilità di Caio. Un bene è escludibile quando è possibile intervenire in un processo ed escludere sia a tizio che a caio di godere di quel bene.

Una scheda fisica con un voto può essere in un solo luogo per volta, essendo rivale. Così non è per un voto registrato in forma immateriale. Una scheda che si trovi in un’urna sigillata è esclusa dalla possibilità di interazione da parte di terzi. Un voto espresso in forma immateriale, oltre che nel sistema di registrazione di voto, potrebbe essere nella disponibilità di terzi che ne vengono a conoscenza. La registrazione della espressione del voto, non alterato, è associata al processo usato in fase di espressione del voto, archiviazione temporanea e spoglio. Essendo il bene rivale ed escludibile, solo il votante ha la possibilità di inserire il proprio voto nel processo di registrazione ed una volta ivi inserito nessuno può interferire (se il processo è controllato, come avviene per i voti nelle elezioni italiane in cui il procedimento è estremamente controllato).

Da un punto di vista tecnico, grazie a sistemi crittografici e ferma restando la fiducia in tutti i livelli del proprio dispositivo e del dispositivo ricevente (dall’hardware al sistema operativo all’applicazione), è possibile riprodurre rivalità anche nei beni immateriali e mimarne, ad un certo livello, l’escludibilità. E’ possibile così rendere il voto espresso confidenziale, verificabile e non dimostrabile a terzi, per evitare il voto di scambio. Tuttavia non è ancora nota una tecnica tale da garantire contemporaneamente questi tre aspetti. Che il voto sia confidenziale da parte di chi lo esprime e nel contempo conteggiabile da chi lo deve contare, si può ottenere con degli algoritmi crittografici a chiave pubblica. Che chi esprime il voto possa verificare la sua corretta registrazione può essere ottenuto sfruttando la memorizzazione con una marca temporale e cifrata con una chiave disponibile al solo votante, memorizzazione effettuata in un database leggibile pubblicamente quale ad esempio (ma non solo) una blockchain.

Ma la possibile verificabilità in un momento successivo da parte dell’elettore può essere sfruttata in un voto di scambio per dimostrare l’avvenuto voto secondo indicazioni. Introdurre un meccanismo che eviti questa possibilità implica la perdita di verificabilità diretta ed autonoma da parte dell’elettore in merito alla correttezza di registrazione del proprio voto o la perdita di un certo grado di confidenzialità dipendendo dalla conoscenza da parte di un numero ristretto di terzi di elementi in grado di conoscere il voto valido, per poterlo conteggiare.

Come ampiamente descritto nelle sezioni precedenti, non tutte le votazioni necessitano di un pari grado di sicurezza e certezza. Si consideri ad esempio lo straw polling usato nei caucus. Essi svolgono una funzione partecipativa essenziale, fondamentale in una fase del processo di elezione del Presidente degli Stati Uniti, ma essendo votazioni informali tese a far conoscere un orientamento a gruppi di decisori politici. non vi è una pretesa di conseguenza diretta di una azione giuridicamente vincolante a seguito di una votazione con livelli di formalità non assoluti. Cionondimeno il ruolo è fondamentale.

Giova sottolineare nuovamente che una partecipazione ad una consultazione non è limitata alle fasi di espressione, registrazione e conteggio di un voto bensì è un processo composto da molteplici fasi in cui ognuna ha delle proprie specificità che dipendono dal contesto e dal significato della consultazione stessa.

A titolo di esempio, a Taiwan ove si svolge il processo partecipato di formazione di leggi probabilmente più strutturato e che coinvolge la popolazione più ampia, non si basa su un sistema di voto giuridicamente vincolante rispetto agli orientamenti emergenti dalle fasi di consultazione assistite con strumenti digitali. Il processo prevede diverse fasi, dall’informazione fino alla pubblicazione della legge, in una delle quali gli orientamenti emersi dalla fase consultiva vengono approfonditi e vengono consolidati in principi legislativi da parte di rappresenanti dei vari stakeholder, così come emersi nelle fasi precedenti.

Questa “disgiunzione” politica rappresenta un valore per il processo consentendo di isolare sia i gestori dei sistemi che i decisori politici da responsabilità eventualmente derivanti dall’utilizzare un sistema informatico che, per sua natura, consentirebbe la verificabilità del voto (e quindi anche il voto di scambio) o la non verificabilità (e quindi la necessita di avere piena fiducia nel software funzionante sui sistemi utilizzati).

Infine, è bene evidenziare che gli strumenti tecnologici non sono neutri rispetto all’ambito di loro utilizzo e che non esiste il sistema magico in grado di supportare qualunque esigenza di partecipazione.

Parliamo generalmente di “voto” ma abbiamo cisto che esso può essere monodimensionale o multidimensionale, che la scelta può essere continua o discreta, che può essere adattiva o meno, che può essere usato per rispondere a domande diverse come chi, cosa, dove o come ?

Dietro questa semplice parola “voto” si cela un mondo assai complesso ed articolato.

7 Tecnologia e sistemi di voto

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