6 Cosa si intende per "voto"

Tutti noi attribuiamo colloquialmente alle parole “voto” e “votazione” un significato ben preciso. In realtà il significato è ben più ricco, come ci ricorda l’Enciclopedia Treccani:

Voto: Manifestazione della volontà dei componenti di un gruppo o di un organo nelle elezioni o nelle deliberazioni dell’organo. Il termine può indicare sia genericamente l’atto del votare, cioè dell’esprimere tale volontà sia il risultato di tale azione, cioè il singolo suffragio, in quanto si determina in un senso o in un altro. Nelle votazioni di organi collegiali il voto può essere deliberativo, se determina la decisione, consultivo se espone solo un parere non vincolante di cui altro organo potrà tenere conto. Diritto di voto, diritto costituzionalmente garantito, in Italia, a tutti i cittadini maggiorenni, con particolari limitazioni ed esclusioni stabilite per legge, di partecipare con il proprio voto alla formazione degli organi elettivi, in tal modo esercitando la propria potestà di decisione. Dichiarazione di voto, nelle assemblee, soprattutto politiche e amministrative, spiegazione delle ragioni del voto proprio o di un determinato gruppo, ed esposizione della finalità che con esso si intende raggiungere. Voto di preferenza, quello attribuito a un candidato della lista alla quale è dato il voto. Nelle consultazioni elettorali il voto può essere diretto o indiretto, a seconda che si voti per un’elezione di primo o di secondo grado.

Un sistema di voto è un modo di scegliere tra diverse opzioni basate sulla decisione degli elettori. L’atto del voto ha il suo uso più noto nelle elezioni politiche, in cui viene scelto tra i candidati alle cariche pubbliche. La votazione può anche essere utilizzata per assegnare premi, scegliere tra diversi piani d’azione o, attraverso un programma per computer, determinare la soluzione a problemi complessi.

In tutti i casi il “voto” si fonda sull’esistenza di un processo formalizzato di formazione di una decisione mediante il quale un gruppo di persone esprime delle preferenze rispetto ad una molteplicità di opzioni e consolida una posizione.

E’ opportuno sottolineare alcuni aspetti della affermazione precedente: l’esistenza di un processo, ovvero di una sequenza di attività multi-passo, la sua formalizzazione, che implica il controllo del rispetto del formalismo e l’esistenza di organi di valutazione; il gruppo di persone aventi diritto che implica la definizione di criteri di partecipazione e di loro asseveramento; l’esistenza di molteplici opzioni, non necessariamente alternative ma possibilmente integrative; il consolidamento, che sottintende un procedimento matematico di convergenza, eventualmente multi-passo, e una posizione rappresentata da una combinazione lineare delle opzioni possibili.

Un processo di voto si articola in diverse fasi, qui elencate in modo non esaustivo: preparazione, raccolta delle candidature, formazione delle liste, informazione agli elettori sulle opzioni alternative, apertura della votazione, espressione del voto, archiviazione delle scelte, controllo di validità dei voti, conteggi parziali, consolidamento dei conteggi parziali, pubblicazione e diffusione degli esiti, ricorso, verifica.

Nei paesi anglosassoni il concetto di votazione è racchiuso nella parola “polling” che può assumere molti significati diversi: da un processo formalizzato di formazione di una decisione per selezionare un individuo che debba ricoprire un incarico pubblico alla ricerca ad una indagine demoscopica per rilevare il sentire dell’opinione pubblica agli “straw poll” (voto della pagliuzza) che sono votazioni consultive senza effetti giuridicamente vincolanti ma i cui effetti politici possono essere rilevanti. Lo Straw poll è usato nei Caucus USA, le riunioni locali di un partito in cui si valutano i candidati alle successive elezioni.

Preme qui sottolineare che il livello di sicurezza complessiva richiesto nelle operazioni di voto per come le concepiamo e definiamo formalmente in Italia, è assai diverso e maggiore rispetto al livello che viene ritenuto necessario altrove. Uno Straw poll nell’Iowa può essere fondamentale per lanciare o bloccare l’ascesa del prossimo presidente degli Stati Uniti, ma è una votazione informale con un livello minimo di garanzie formali.

Un sistema di voto consiste in un sistema di regole che definiscono il modo in cui gli elettori possono esprimere i loro desideri e in che modo questi desideri vengono aggregati per raggiungere un risultato finale. Il campo che studia i sistemi di voto è chiamato teoria delle votazioni (“Voting theory”), una disciplina all’intersezione delle scienze politiche e della matematica. La teoria delle votazioni o teoria delle scelte sociali studia come le preferenze individuali sono aggregate per formare una scelta collettiva; iniziò a svilupparsi nel XVIII secolo e ha prodotto molte proposte per i sistemi di voto.

La regola della maggioranza dice che se più della metà degli elettori optano per una delle opzioni, questo dovrebbe essere l’unico esito delle elezioni. Questo può essere considerato il sistema di voto più semplice. Ma molti voti richiedono regole più complesse, specialmente se ci sono più di due possibili risultati.

Un sistema di voto specifica come si effettua il voto, la gamma di possibili voti e il metodo di conteggio, un algoritmo per determinare il risultato. Questo risultato può essere un semplice vincitore o diversi vincitori, come accade nelle elezioni politiche. Il sistema di voto può anche specificare come il potere di scelta viene distribuito tra gli elettori, e come vengono ripartiti gli elettori in bacini elettorali (circoscrizioni) i cui risultati sono presi in considerazione in modo indipendente.

Le scelte reali delle elezioni di solito non sono considerate parte dei sistemi di voto. Ad esempio, mentre un sistema di voto specifica il voto in modo astratto, non specifica in che modo il voto sarà materialmente espresso; Se avrà la forma di una scheda su un pezzo di carta, una scheda perforata, una mano alzata o se sarà una votazione elettronica.

In Voting theory un sistema di voto non specifica come debbano essere pubblicate e divulgate le opzioni possibili, se e come i voti debbano essere mantenuti segreti, chi li debba conteggiare, come verificare che i voti siano stati contati correttamente o chi abbia il diritto di votare. Questi aspetti fanno parte del campo elettorale e dei sistemi elettorali.

Tuttavia nelle applicazioni concrete di votazione per decidere una opzione, tutte queste fasi sono di pari importanza: dalla preparazione delle votazioni per assicurare una adeguata informazione sulle opzioni possibili, sino al riconteggio, passando dalle candidature, dalla espressione dei singoli voti.

Per questo, il quadro di riferimento definito da questo libro/wiki bianco cerca di indirizzare tutte queste aree, sia appartenenti alla Vonting Theory che ai sistemi elettorali.

Diversi sistemi di voto hanno modi diversi per consentire alle persone di esprimere il proprio voto. Siamo abituati a pensare a sistemi di voto in cui la scelta effettuata è una istanza singola, espressa una volta e mai modificata ed in cui, per ogni ambito di decisione, si esprime una sola scelta preferita.

Nei sistemi di voto con preferenza con meccanismi come il “ballottaggio preventivo” proposto da Einaudi, il metodo di Borda o il metodo di Condorcet, gli elettori ordinano una serie di opzioni dalla più preferita alla meno preferita. Einaudi aveva suggerito la possibilità per gli elettori di indicare una seconda scelta da considerarsi come una sorta di ballottaggio qualora la prima scelta non avesse portato ad un risultato consolidato.

In caso di non raggiungimento di una scelta dopo una prima tornata di voto, si può ricorrere ad una votazione successiva, il ballottaggio, con un numero ridotto di alternative e con regole di conteggio differenti per giungere ad una decisione.

Il ballottaggio con una tornata elettorale successiva è legato alla materialità dei sistemi di espressione del voto (le schede) e con esse ai necessari sistemi di conteggio. Far esprimere più voti da considerare in sequenza in caso di pareggi successivi, oltre a poter risultare cognitivamente impegnativo per alcuni elettori, richiede tempi di spoglio lunghi e sistemi di registrazione più complessi.

La materialità delle schede, necessaria per assicurare la segretezza e integrità del voto come richiesto per legge in alcuni sistemi elettorali, limita le possibilità di sistemi di voto utilizzabili.

Molte elezioni si svolgono sotto il principio “una persona, un voto”, intendendo con ciò che il voto di ciascun elettore ha lo stesso valore di tutti gli altri. Tuttavia, questo non è vero in tutti i sistemi. Votando nel contesto aziendale normalmente il peso di ogni voto corrisponde alla quantità di azioni detenute degli elettori.

I voti possono avere pesi diversi per altri motivi, come ad esempio per un diverso grado di rilevanza degli elettori. Un caso particolare di questa situazione è quando un elettore ha il privilegio di risolvere le situazioni di stallo. Ad esempio ciò accade in numerose elezioni di organismi di rappresentanza per cui, in caso di parità, il voto del presidente vale doppio.

Il voto può essere segreto o palese. In alcuni paesi – non per l’Italia – la segretezza del voto non è un requisito nemmeno per elezioni politiche.

L’espressione del voto può essere conteggiata con procedure rigorose o lasche. In molte organizzazioni il voto è palese effettuato per alzata di mano ed il conteggio dei voti è realizzato a colpo d’occhio, salvo contestazioni.

Generalmente il voto o il processo della sua espressione e conteggio deve essere verificabile direttamente dall’elettore o da suoi delegati o rappresentanti. Talvolta la procedura e la modalità di espressione devono tendere ad evitare la possibilità dimostrabilità del voto al fine di evitare il fenomeno del voto di scambio; in determinati contesti quale quello aziendale la dimostrabilità può essere un valore per l’elettore.

Nel processo e nell’espressione del voto, tenere insieme queste tre caratteristiche (confidenzialità, verificabilità e non dimostrabilità) può essere realizzato ad oggi solo con schede cartacee, urne sigillate e sorvegliate, proibizione dell’introduzione di strumenti elettronici in cabina elettorale.

Siamo abituati a pensare che l’andamento dell’esito delle votazioni debba essere tenuto segreto fino alla conclusione delle operazioni di voto, e pertanto si proibisce la pubblicazione degli “exit poll”, ovvero dei sondaggi che ricostruiscono i probabili esiti del voto sulla base di dichiarazioni raccolte da un campione significativo degli elettori all’uscita dai seggi.

Ma per contesti diversi dai voti politici/amministrativi disciplinati nelle Leggi elettorali, in ambiti circoscritti come all’interno di organizzazioni o su temi che non determinano automaticamente delle conseguenze giuridiche (come ad esempio gli straw poll), grazie alla tecnologia si può anche pensare, invece, ad una sorta di ballottaggio continuo per cui tutti gli elettori possono cambiare opinione fino alla chiusura della votazione e l’esito della votazione reso disponibile in quasi-tempo reale per consentire all’elettore di valutare se cambiare o meno la sua opinione.

Sistemi di questo genere non è detto che convergano ad una decisione, possono produrre risultati oscillanti tra posizioni alternative, per cui è necessario comunque prevedere sistemi ulteriori di risoluzione dello stallo.

Il sistema di voto in cui l’elettore esprime una volta sola un voto per una preferenza da conteggiarsi solo a chiusura della fase di espressione del voto offre poche possibilità dal punto di vista della decisione, se non quella del conteggio del voto singolo stesso. Si può pensare a questo voto come ad un “voto unidimensionale”, legato alle peculiarità del sistema materiale utilizzato.

Laddove non vi siano requisiti (eventualmente imposti per legge) di confidenzialità, verificabilità e non dimostrabilità, è possibile sfruttare le possibilità offerte dalla tecnologia per passare ad una espressione di preferenze da parte dell’elettore che cambia nel tempo e/o che esprime giudizi articolati (numerici, testuali, grafici, di ordinamento) per una molteplicità di opzioni.

Questi giudizi possono essere così raccolti in un database multidimensionale sul quale è possibile effettuare analisi articolate, anche egrazie a tecniche di intelligenza artificiale, come ad esempio per individuare cluster di opinioni e persone, correlazioni positive o negative, ecc. Ed e’ possibile applicare algoritmi di conteggio diverso che tengano conto di tutte queste variabili per produrre effetti diversi, come ad esempio la determinazione di un gruppo di persone che costituiscano la scelta più stabile e coesa (per assicurare stabilità dopo il voto), quella di maggiore rappresentanza (per includere anche posizioni di minoranza e raccogliere tutte le voci), quella dei candidati di miglior compromesso diffusamente accettabile, ecc.

Un “voto multidimensionale”, eventualmente variato nel tempo durante la fase di votazione, realizzabile solo con strumenti informatici (smartphone/PC) può consentire di usare algoritmi per scegliere gruppi di opzioni più coese, più partecipate e più inclusive rispetto ad un “voto monodimensionale”.

Un processo di voto di successo: il caso dell’elezione del Doge di Venezia

Il processo di voto del Doge di Venezia ha avuto un ruolo rilevante nella storia dei sistemi elettorali. Basti pensare che le parole “broglio” e “ballottaggio” discendono rispettivamente dal nome del “brojo”, cortile dove i nobili squattrinati, prima della riforma del 1268, vendevano i propri voti e le “balotte” erano delle palline di tessuto usate per esprimere giudizi su singoli candidati in urne tripartite (voto a favore, contrario ed astensione).

La trattazione esaustiva del sistema di voto del Doge esula dallo scopo di questo libro bianco. Gli interessati sono invitati a leggere l’ottima descrizione riportata nell'[apposito sito http://www.veneziamuseo.it/REPUBBLICA/repdoge2.htm] proposto dalla Società di mutuo soccorso carpentieri e calafati di Venezia o l'[approfondimento scientifico http://www.hpl.hp.com/techreports/2007/HPL-2007-28R1.pdf] a cura dei laboratori di ricerca della Hewlett Packard.

Sino al 1268 sono state numerose le modifiche sostanziali alla procedura di elezione del Doge. La riforma del 1268 è durata sino alla fine della Repubblica di Venezia determinata da Napoleone nel 1797. Un sistema elettorale che è vissuto per più di 5 secoli! E non è terminata per ragioni interne, per questioni politiche o di pressione sociale ma per intervento militare esterno. Persino la procedura elettorale del Papa viene è stata storicamente modificata circa ogni decina di anni. Un meccanismo analogo e’ stato in vigore anche per l’elezione del Doge di Genova, anch’essa Repubblica termina per effetti esterni, ovvero per una crisi finanziaria determinata da prestiti non rimborsati.

La procedura di elezione del Doge è stata la più longeva della storia in quanto offriva alcune caratteristiche molto interessanti, mai piu’ riscontrati. Ai suoi principi fondamentali si ispira il processo elettorale del Presidente dell’Associazione Copernicani, procedura che – in ossequio alla procedura di elezione del Doge – è stata chiamata giocosamente “Procedura Spritz” https://copernicani.it/come-operiamo/.

Il processo si svolgeva in dieci tornate, le prime nove delle quali producevano un collegio elettorale per il prossimo turno. Il collegio elettorale per il primo turno era l’intero elettorato – i membri del Gran Consiglio erano i nobili con almeno 30 anni di età. In ogni collegio elettorale non potevano esservi due mebri appartenenti alla stessa famiglia.

Ogni tornata era alternativamente di due tipi diversi. Nel primo tipo, il collegio elettorale per la tornata successiva veniva estratta a sorte dal collegio elettorale precedente. Nel secondo tipo di tornata il collegio esistente eleggeva il collegio successivo con alcuni vincoli (ad esempio ogni membro del collegio eletto doveva essere approvato da un numero minimo di componenti del collegio elettore.

Il processo appare lento e macchinoso. Ed infatti lo era, in assenza di sistemi tecnici di supporto allo svolgimento delle elezioni. Con le tecnologie dell’epoca la votazione poteva durare settimane.

E’ stato tuttavia dimostrato in articoli scientifici come tale procedimento avesse delle caratteristiche assai importanti: – offre opportunità alle minoranze pur garantendo che i candidati più popolari abbiano maggiori probabilità di vincere; – offre resistenza alla corruzione ed al voto di scambio; – rompe le cordate ponendo la decisione in mano agli elettori e non nella disponibilità di capicorrente; – facilita l’emersione di candidati di compromesso quando necessario; – amplifica piccoli vantaggi.

Tutte queste proprietà hanno contribuito alla straordinaria stabilità e longevità della Repubblica di Venezia.

6 Cosa si intende per “voto”

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