3. Approfondimenti specifici di alcune funzionalità

L’elaborazione condivisa

Con il crowdsourcing le istituzioni, organizzazioni o aziende propongono in modo trasparente e flessibile ad un gruppo di persone di svolgere un compito, con la promessa di un mutuo beneficio. Questo permette una diffusione efficiente di domande intorno a problemi irrisolti e urgenti ad un pubblico molto ampio, allo scopo di raccogliere contributi alla soluzione del problema. Un processo consultivo di questo tipo coinvolge i cittadini nell’agenda-setting: rende più democratica la formazione della lista degli argomenti attorno ai quali è considerato necessario avere un’opinione e la lista degli argomenti attorno ai quali il potere politico è ritenuto in dovere di prendere posizione e offrire risposte.

Le esperienze internazionali di successo mostrano che è essenziale il ruolo di gruppi organizzati di volontari animati da forte e autentico spirito di servizio comunitario, e che il loro lavoro può contribuire ad alzare il livello di partecipazione di strati più ampi della popolazione. Chi governa il processo deve evitare di chiedere risposte su grandi temi divisivi. Vanno preferiti raggruppamenti di opinioni intorno a piccoli temi ultraspecifici, e questa consapevolezza deve guidare l’architettura dei software.
La raccolta dei dati, ad esempio, può essere sviluppata in modo da favorire la transizione da una situazione iniziale di radicalizzazione intorno a sentimenti fortemente polarizzati verso stadi successivi in cui si fa strada la ricerca di mediazioni. Lo si può fare facendo in modo che il meccanismo di raccolta mostri inizialmente ai partecipanti le opinioni con il maggiore consenso. In seguito, il software può mostrare ad ogni gruppo in che misura i loro sentimenti condivisi sono accettati anche da altri gruppi; in questo modo si incoraggia la transizione verso opinioni maggiormente inclusive.

L’esito di un processo di crowdsourcing delle opinioni produce suggerimenti che, portati al tavolo degli stakeholders, producono l’effetto di snellire i loro processi decisionali. A governanti, imprese, associazioni private e altri attori delle vertenze non è richiesto di impegnare la maggior parte del tempo nell’acquisire, discutere e manipolare fatti e opinioni. Questo lavoro è già stato compiuto dalle attività di crowdsourcing. I policy makers e le parti in causa di una vertenza possono concentrarsi sulla soluzione di problemi e adozione effettiva di cambiamenti.

 

Data analytics

Analisi, reporting, analisi, forse l’ordine corretto sarebbe questo.
L’analisi del contesto, deve avere dei capi saldi quali:
1) Dove ti trovi – analizzare il contesto di riferimento (interno o esterno all’organizzazione )
2) Cosa vuoi ottenere – obiettivi chiari e ben definiti
3)A chi vuoi parlare – una corretta analisi del target e l’individuazione delle “Personas” è la base per un analisi sensata
4)Dove vuoi dirlo – quali strumenti di comunicazione, quali canali si vogliono utilizzare
5)Come è andata – ovvero analisi e monitoraggio.
Sulla base di questi capisaldi, bisogna individuare gli strumenti. Gli strumenti solitamente sono verticali, anche se alcuni hanno funzioni “crossover”, in ogni caso rispondendo e individuando i capisaldi di conseguenza individuiamo anche gli strumenti più adatti. Ad Esempio:
Se il nostro contesto di riferimento è interno, gli strumenti saranno quelli abitualmente “interni”, come mail, pagine web protette da login, eventuali drive condivisi etc
Se il contesto di riferimento è esterno, gli strumenti dovranno essere quelli dove si trova il “pubblico” che vogliamo raggiungere: in base al target potremo utilizzare canali più mainstream come i social, pagine web pubbliche etc.
Un sistema partecipativo online ci permette quindi di monitorare i risultati in base ai capisaldi con cui abbiamo analizzato il contesto e ovviamente esprimente un analisi dei risultati.
La prima analisi dovrebbe basarsi sul fatto di aver raggiunto o meno gli obiettivi proposti, in questo caso gli strumenti digitali possono confermare o meno le KPI che ci eravamo prefissati. Ad esempio potremo valutare l’incidenza di “partecipazione” alla nostra comunicazione in base alle dimensioni del target che avevamo individuato e alla percentuale di questo target che ha interagito. Potremmo monitorare la corrispondenza tra le caratteristiche delle “personas” che avevamo individuato come target e il reale riscontro.
Tutto questo ci permette di redarre un’analisi finale per migliorare .

Il presidio dei Social

Presenza Social (connettori per comunicare, monitorare, analytics)
La presenza social è diventata un’esigenza concreta anche per le Pubbliche Amministrazioni, per vari motivi
• accompagnare i cittadini nella loro relazione più o meno quotidiana con i servizi pubblici in maniere moderna;
• erogare i servizi digitali che già offri, o che stai progettando, in modo più efficiente e orientato alla qualità;
• costruire una relazione di fiducia con i cittadini che permetta loro di avvicinarsi in maniera semplice all’utilizzo del digitale.

Per fare questo è necessario conoscere e dotarsi degli strumenti necessari:
*connettori per comunicare – ovvero tool che aggregano le comunicazioni che vogliamo realizzare e le redistribuiscono nei vari canali digitali di cui siamo responsabili. I migliori strumenti al riguardo solitamente sono danno agli utenti un alto grado di “personalizzazione” in base ai canali ai target e alle necessità. Esiste una startup italiana che realizzato un tool che svolge questi compiti ottimamente accentando la sfida dei grandi competitor internazionali. I vantaggi per la PA italiana nell’utilizzo di questo tipo di tool sono da ricercarsi nella usabilità ottimale, nella lingua italiana presente nel tool, nella capacità di semplificare graficamente gli strumenti, nel rapporto diretto con la startup che permette sia di migliorare eventuali bug, sia di risolvere problemi imprevisti.
*monitorare – in realtà bisognerebbe separare l’attività di “monitoraggio” da quello di “ascolto”, il monitoraggio prevede il controllo quotidiano dei vari piani di comunicazione e la loro conformità a obiettivi e target del piano stesso. In questo caso, gli stessi tool che si occupano di connettere le comunicazioni offrono servizi di monitoraggio dell’attività svolta tramite il tool. L’attività di “ascolto” è un evoluzione del “monitoraggio” ovvero individuati i gli obiettivi integrandoli come keywords nei tool di “ascolto” e collegandoli ai tool di gestione online, si è in grado di ottenere dei report sul cosiddetto “sentimento” che gli utenti esprimono verso la nostra campagna di comunicazione. Ecco perché l’ascolto diventa una KPI fondamentale, perché non monitora solo la nostra attività ma anche il contesto all’interno del quale la campagna si sta evolvendo.
*Analytcs – sono i dati numerici oggettivi, 2+2 fa sempre 4, quindi la conoscenza dei propri analytics è “conditio sine qua non” per un attività coerente. Tenendo conto che i risultati numerici vanno condivisi con il gruppo di lavoro, associare i vari analytics ( social, web, Nl etc) per avere un quadro organico, ritrarre le attività di “connessione comunicativa ” (tool) e “monitoraggio ” in base ai dati concreti che gli analytics restituiscono, magari confrontandoli con gli elementi di “ascolto” in modo da avere un quadro “quantitativo e qualitativo”

La consultazione

La consultazione è una modalità con cui i leader o rappresentanti acquisiscono informazioni circa i pareri delle proprie constituencies in merito ad un argomento specifico. Non si risponde cioè ad una domanda come potrebbe essere “cosa fare”, “come fare” o “quanto”, bensì la raccolta di opinioni e pareri su cui fondare una successiva analisi e riesame di posizioni alla luce di contributi giudicati positivamente.

Un sistema di consultazione, oltre che dallo strumento tecnologico, è caratterizzato dalla metodologia con cui la consultazione si svolge. (a partire dalla conoscenza delle consultazioni e loro divulgazione, alla gestione della base di utenti, alla effettuazione di analisi sui dati acquisiti).

In genere sosno presenti tre macro fasi:

  1. l’informazione su progetti, programmi, proposte, ecc. e sul contesto in cui queste vengono inserite
  2. l’acquisizione di pareri e proposte con possibilità di analisi qualitativa e/o quantitativa sui contributi ricevuti che possono essere strutturate sotto forma di questionario, di giudizio strutturato su porzioni di testi o come acquisizione di contributi aperti eventualmente da elaborare con tecniche semantiche o di intelligenza artificiale.
  3. L’analisi dei contributi acquisiti e le valutazioni politiche circa la opportunità di rivedere le proposte iniziali

Un sistema di consultazione dovrebbe, oltre alle funzionalità di cui sopra, consentire una selezione dei contributori costituita in panel statisticamente sinificativi per lo svolgimento di rapidi e semplici sondaggi di opinione  su questioni mirate.

Copernicani adotta per le proprie consultazioni la metodologia sviluppata nell’ambito del progetto vTaiwan e ne sta localizzando il software.

3. Approfondimenti specifici di alcune funzionalità

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